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Accanto alle cause del disagio giovanile, legate alla crisi della società di oggi, mi sembra importante far notare come l’innalzamento dell’obbligo scolastico abbia trasferito molti problemi legati alla gestione degli studenti meno motivati, dalla scuola media inferiore a quella superiore, senza che ci sia stata un’adeguata formazione dei docenti. Inoltre molte problematiche sono spesso legate ad una scelta prematura o non supportata da un processo di orientamento formativo, cioè inteso in senso più ampio come processo di scoperta del proprio io, delle attitudini, delle capacità e anche di consapevolezza dei propri limiti. Una scelta improvvisata o motivata da altre variabili si manifesta subito nelle prime classi della scuola media superiore e può portare ad un percorso difficoltoso e terminare anche con l’abbandono. Un’altra dimensione di disagio è quella che vivono gli studenti stranieri particolarmente nei primi anni della scuola superiore. Alcuni di loro appartengono già alla seconda generazione dell’immigrazione, mentre altri approdano alla scuola veneta anche in corso d’anno. Particolarmente seri i problemi linguistici e conseguentemente di integrazione sociale che danno luogo a fenomeni di emarginazione e di disagio.
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