sabato 1 maggio 2010

Disagio scolastico: cos'è e come si manifesta


Riprendendo il documento di Barbara Sandrucci “il concetto di disagio giovanile è un concetto estremamente complesso”. Spesso è utilizzato erroneamente come sinonimo di “disadattamento” e “devianza”, mentre li differenzia una successione di crescente problematicità ( “dal malessere dell’individuo ad un dichiarato conflitto sociale”). Non sono concetti omogenei, il disagio è “esplorato dalla pedagogia e psicologia ed è una condizione legata a percezioni soggettive di malessere (il disagio si “sente”, ma non necessariamente si vede)
Nella scuola il disagio giovanile si manifesta come incapacità da partedello studente di affrontare positivamente e con successo il suo percorso scolastico.
Le cause sono molteplici e sono legate a variabili personali ( fattori interni alla persona come autostima, fiducia e motivazione) e contestuali ( fattori esterni connessi alla provenienza sociale, clima familiare, gruppo dei coetanei ecc.). Anche le manifestazioni sono molte, si va dalla scarsa partecipazione, disattenzione in classe a comportamenti di disturbo, cattivo rapporto con i compagni fino ad una assoluta carenza di spirito critico, mancanza di curiosità e di interessi, tendenza all’isolamento, all’ apatia. Manifestazioni del disagio scolastico sono anche difficoltà di apprendimento o flessione del rendimento.
Importante è inoltre a questo proposito il concetto di circolarità con cui queste variabili si influenzano reciprocamente e si intersecano “rendendo difficile definirne i confini causali” (“spirale progressiva” M.L. Pombeni)
La soluzione finale è talvolta l’abbandono e la rinuncia al percorso scolastico intrapreso senza il conseguimento di una qualifica che gli consenta l’inserimento nel mondo del lavoro.
Il Disagio scolastico si può manifestare con “intensità” diverse, disagio non grave, intermedio e grave e anche se esso è quasi sempre legato a fenomeni di scarso successo può coinvolgere anche alunni normodotati (underachieverer) che mostrano disinteresse verso lo studio e abbandonano i percorsi iniziali perché “costa loro fatica” ( Elena Zambianchi “Laboratorio disagio e dispersione scolastica” 24/04/10 per Master mundis)
Mi sembra doveroso citare anche il fattore “disagio dell’insegnante” che può incidere sul clima della scuola influenzando le dinamiche relazionali e educative tra studenti, tra docenti e studenti creando disfunzioni nel sistema scuola.

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